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La crisi in Italia

Pubblicato: novembre 30, 2013 in Economia
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L’Italia è una repubblica fondata sul progresso.

Ho letto un articolo sul web che nel suo piccolo ha suscitato diverse polemiche tra i commenti. Lo posto qui sotto così che possiate dargli uno sguardo e formularvi anche voi un opinione. Riassumendo, l’autore attribuisce la colpa riguardo alla crisi in Italia agli italiani (cosa in parte vera) ma giudicandoli troppo e sbagliando a mio avviso quando si capisce che ogni colpa è ad essi retribuita.

Ogni cittadino medio di ogni paese vive secondo i principi che il suo paese ha infilato nella testa dei propri cittadini.
L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro; ogni cittadino italiano lavora, mangia bene, dorme a casa propria e và in chiesa la domenica.
Ciò che conta avere in Italia è la casa e la famiglia.
Niente di sbagliato per carità, questi sono i principi secondo i quali anche io sono stato cresciuto.
Gli italiani sono risparmiatori e lavorano per tutta la vita per mantenere la propria casa e pagare il mutuo. La frase tipica che mia madre mi ripeteva quando leggeva i miei brutti voti a scuola era “Vai a lavorare! Almeno porti i soldi a casa”
Si ok, non ero un genio a scuola ma credo non ci sia nulla di sensato in questi insegnamenti. Anche il giovane più apparentemente stupido ed il meno colto possono prendere parte al progresso di una nazione e di sé stessi in primis.

Nei paesi in via di sviluppo e che non stanno vivendo in un clima critico come quello che abbiamo in Italia o per lo meno non così disastroso, non sono questi i principi che vengono messi nella testa delle persone, dei cittadini e soprattutto dei giovani.
Quando dissi a mia madre che da grande avrei voluto fare il calciatore, lei non mi rispose nemmeno, considerando frivola quella mia affermazione e tipica di un ragazzino della mia età.
Quando ho compiuto il mio ventesimo anno, per un progetto lavorativo mi sono rivolto a delle aziende nel mio territorio. Non sono nemmeno stato ascoltato a causa della mia giovane esperienza e quelli che mi hanno ricevuto mi hanno risposto “interessante, ti farò sapere. Questi sono tutti esempi di come la mentalità sbagliata in un paese è contagiosa verso tutti i suoi abitanti.
Se Mark Zuckerberg fosse stato un cittadino italiano, facebook difficilmente sarebbe stato creato. Se Steve Jobs avesse progettato il primo Apple computer in un garage a Milano, piuttosto che in quello della sua famiglia a Los Altos in California come realmente è stato, avrebbe avuto problemi con il fisco, la mafia o quant’altro, ed Apple non sarebbe mai diventata ciò che è oggi.
La mente di un giovane italiano è capace di elaborare un progetto ma difficilmente trova le possibilità per realizzarlo.
I giovani americani, tanto per continuare a far esempi oltre oceano ma basterebbe benissimo attraversare i confini di stato senza andare troppo lontani, aspirano subito ad andare a vivere fuori casa e crescono con altri giovani che come loro hanno desideri e speranze. Queste diventano realtà se rapportate tra due persone coetanee, cosa impossibile invece da mettere in atto con un genitore o con persone più grandi di loro che hanno una visione della vita già ristretta e preconcetti nel cervello. Questa è la verità!
I politici sono dei cretini corrotti? Si, non sono altro che italiani. Certo sarebbero loro che dovrebbero dare il primo esempio di cambiamento, utilizzando i giornali come mezzo di comunicazione invece che usarli solo per per farsi guerra tra loro. L’Italia non uscirà mai dalla crisi, fino a che le persone “risparmiatrici” che sono citate con grave giudizio nell’articolo dal quale ho preso spunto per questo post, non cambieranno mentalità e questo è un dato di fatto.

Articolo: La falsa crisi italiana